Come è noto, il mattino del 6 agosto 1945, alle ore 8:15, l’aeronautica militare statunitense sganciò la bomba atomica Little boy sulla città di Hiroshima, radendo al suolo e bruciando il 70% degli edifici nel raggio di 7 km dall’esplosione. Circa 70.000 persone morirono sul colpo e più di 70.000 morirono nei mesi successivi, a causa di malattie da radiazioni, ustioni e altre lesioni direttamente correlate all'esplosione.
Secondo il “Registro del disastro bellico della bomba atomica di Hiroshima”, 185 tranvieri e addetti in servizio a vario titolo persero la vita sotto il bombardamento e 266 rimasero gravemente feriti, su un totale di 950 dipendenti in servizio quel giorno.
Quel 6 agosto vennero distrutti 108 dei 122 tram della Hiroden (Hiroshima Dentetsu Kabushiki Gaisha), abbreviazione con cui ancora oggi viene denominata la Hiroshima Electric Railway Co. Ltd, l’azienda che intraprese a gestire la rete tranviaria di Hiroshima il 23 novembre 1912, subentrando alla Hiroshima Electric Tramway Co. Ltd.
Nella città nipponica la situazione del trasporto tranviario iniziò a complicarsi già da prima di quel fatidico anno, ossia a partire dal dicembre 1941, quando con il sopraggiungere della Guerra del Pacifico, gran parte dei dipendenti della Hiroden furono mandati a combattere, creando una grave carenza di manodopera.
Per garantire le capacità di trasporto in città, nell'aprile del 1943 fu fondata la “Hiroshima Electric Railway Kasei - Scuola Tranviaria per Fanciulle”, una scuola professionale per ragazze dai 14 anni in su, già in possesso di licenza di scuola elementare superiore. In detta scuola, le ragazze avrebbero dovuto trascorrervi tre anni studiando e lavorando. Il primo anno avrebbero dovuto frequentare le lezioni il mattino o il pomeriggio e impiegare la metà della giornata libera lavorando sui tram come bigliettaie. Il secondo anno sarebbero passate alla formazione per diventare manovratrici di tram e il terzo anno avrebbero dovuto completare il percorso didattico e conseguire il diploma.
Per capire come la storia delle allieve delle Scuola Kasei s’intrecciò con quell’indicibile momento della storia, sul finire della Seconda guerra mondiale, facciamo un passo indietro.
A partire dalla metà del 1943, un buon numero di “giovinette” provenienti dalle zone rurali delle prefetture settentrionali di Hiroshima, Shimane e Tottori iniziarono ad essere attirate dalla nuova scuola e da una nuova visione e speranza per il futuro. “Se aiuti sui nostri veicoli e a guidare, ti insegneremo ad usare la macchina da cucire e la macchina da scrivere” era lo slogan del reclutamento. Venivano inoltre promessi vestiti, cibo e alloggio. La prima classe (anno 1944-1945), arrivò a contare 72 studentesse. E a primavera 1945 risultarono altre 309 nuove iscritte all’anno successivo.
Affascinata dai racconti dalla sorella maggiore Kikuko, già arrivata in città da qualche mese, a quella prima classe si iscrisse Satoko Sasaguchi (cognome da nubile Oka). Una ragazza di non ancora 14 anni compiuti, nata e cresciuta in quella che oggi è la città di Ota, il cui più fervido desiderio era lasciare la campagna per "la città", alla ricerca di istruzione scolastica e di un futuro migliore. I primi mesi di scuola trascorsero come previsto, con l’alternanza mezza giornata di studio per la qualificazione professionale e mezza giornata a svolgere alcuni primi compiti, come fare scorrere i passeggeri sui tram di linea per velocizzare i tempi di salita e discesa, istruirsi sui regolamenti o semplicemente osservare per imparare dal personale esperto a bordo.
Foto 1 - Satoko Sasaguchi posa per una foto commemorativa con l’insegnante addetta alla sorveglianza del dormitorio scolastico, prima di andare a lavoro sui tram https://www.chugoku-np.co.jp/articles/-/263399
Foto 2 - Una foto di gruppo della classe 1° della Scuola tranviaria di Hiroshima, scattata nell’aprile 1945. Satoko Sasaguchi è tutta a destra nella terza fila in alto(foto fornita da Satoko Sasaguchi all’intervistatore). Da https://www.chugoku-np.co.jp/articles/-/263399
All’inizio del 1945, però, a causa dell’intensificarsi della guerra, la carenza di manodopera divenne ancora più manifesta. Le lezioni iniziarono a tenersi raramente e le ragazze finirono con il trascorrere le intere giornate lavorando. Il mese di agosto arrivò in fretta, la preparazione delle alunne più giovani era poca e in quel fatale 6 agosto la scuola Kasei, situata a circa 2.1 chilometri dall’ipocentro, venne distrutta.
Poiché l’esplosione avvenne all’ora della colazione, il dormitorio studentesco era affollato e molte ragazze furono colte dall’esplosione nella sala della mensa. Un’insegnante e 30 allieve persero la vita sul colpo. Venne inoltre confermato che alcune studentesse morirono, quel mattino, mentre erano in servizio a bordo dei tram.
Le allieve sopravvissute furono evacuate presso la scuola professionale femminile Hiroshima Jitsutsu (una sorta di scuola gemella). Tutte subirono lesioni e un forte shock. Satoko Sasaguchi restò intrappolata sotto le macerie e svenne. Al risveglio riuscì, tuttavia, a liberarsi da sola, accorgendosi che, a differenza di molte sue compagne, non aveva ferite gravi. In un’intervista Satoko raccontò di avere perso i sensi dopo aver visto una luce azzurra difficile da descrivere e di aver provato terrore e convulsioni nel vedere i corpi di due sue compagne decedute in poche ore. Con tutto ciò, già il giorno successivo (7 agosto) si prodigò nell’assistenza delle ragazze superstiti, che riportavano profonde ustioni, iniziando a rendersi protagonista di quei giorni drammatici.
L’operosità e l’inflessibile disciplina del popolo giapponese, in ambito tranviario, si manifestarono in pochi giorni. A sole 72 ore dall’esplosione, ovvero il 9 agosto 1945 (giorno in cui ad essere colpita fu Nagasaki), la Hiroden aveva già provveduto a rimettere in servizio tre fermate di tram vicino all’ipocentro e riparato dai danni del bombardamento prima il tram n° 653 e poco dopo il tram n° 652.
Il tram n° 653 fu il primo ad uscire in servizio, ma a distanza di poche ore i tram n° 652 e n° 653 ripresero a circolare agganciati l’un l’altro. La linea principale tra Koi (attualmente Hiroden Nishihiroshima) e Nishitemmacho (attualmente Tenmacho) riprese il funzionamento a binario unico.
Quel convoglio di tram che attraversò Hiroshima il 9 agosto venne chiamato "Ichiban Densha" (“Tram dell’uscita numero 1” o “Primo Tram”), fu un importante simbolo di ripresa, poi diventato una vera leggenda. La città, paralizzata dalla distruzione, grazie al tram tornò lentamente a muoversi. Come bigliettaia, a bordo del “Primo Tram”, quel giorno vi prese servizio proprio Satoko Sasaguchi.
Nell’ultima intervista che rilasciò circa quattro anni fa, Satoko raccontò «In mezzo al caos, a campi bruciati e a quell’orrore di fronte a me, ho cercato di lavorare diligentemente tutto il giorno».
Era solo dalla settimana precedente che aveva iniziato a studiare i nomi delle fermate e ad imparare le domande come “Avete già fatto tutti il biglietto? Chi deve ancora fare il biglietto? Biglietto per favore, devo controllare.” Eppure, seguendo le ultime indicazioni della sua insegnante, quel mattino del 9 agosto salì sul tram.
Ancora Satoko: «Ricordo di aver sentito la notizia della ripresa del servizio la sera dell'8 agosto. Il tram comincerà a circolare domani. Così, ascoltate le ultime raccomandazioni e istruzioni della mia insegnante, il mattino dopo ho iniziato a lavorare come bigliettaia tra Koi e Nishitemmacho. Sul tram saltavano, una dopo l'altra, persone in cerca di parenti e soldati. Ai passeggeri che salendo mi avvicinavano per il biglietto, dicevo “oggi non chiedo soldi”. Non posso dimenticare quei loro “grazie” con cui mi rispondevano. La bomba ha distrutto tutto, ma non i miei ricordi. La Hiroden era ed è ancora oggi parte della vita di Hiroshima».
Satoko rimase in servizio come bigliettaia sui tram fino al giorno prima della fine della guerra. Tornò a Ota, sua città natale, il 17 settembre 1945.
Nessuna allieva arrivò al terzo anno di scuola, in quanto, dopo la fine della guerra, oltre alla ricostruzione post bombardamento atomico, l’Azienda tranviaria dovette partecipare alla ricostruzione dell’indispensabile ponte Hiroden Tenmabashi, che crollò a causa dei danni provocati dal tifone Makurazaki a fine 1945. I costi per ripristinare la rete sembrarono moltiplicarsi, escludendo quindi qualsiasi prospettiva di investimento sulla riapertura dell'edificio scolastico femminile.
Attualmente il tram storico n° 652 in livrea verde e crema (insieme al n° 651, anch’esso colpito dalla bomba atomica) circola sulle linee 1,3,5,7 nelle ore di punta del mattino dei giorni feriali. Il tram n° 653, dopo essere stato messo fuori servizio nel 2006, a grande richiesta della cittadinanza è stato restaurato nel 2015 e riportato alla sua livrea bianca e blu del giorno del bombardamento. Viene utilizzato per eventi di educazione alla pace, per servizi turistici in estate, il 10 giugno (giorno del Tram Festival di Hiroshima) e nelle commemorazioni dedicate a non dimenticare il disastro atomico.
Questi tre tram, il cui anno di fabbricazione è il 1942, godono di cure quasi giornaliere, tanto è il riguardo loro riservato. Continuano ad essere considerati emblema del coraggio di una giovane ragazza e degli abitanti della città.
Foto 3 – Satoko Sasaguchi durante un’intervista sul tram 652. Da https://www.chugoku-np.co.jp/articles/-/263399
Foto 4 e 5 – Tram 652 e 653 (Anno 2024). Si ringrazia Gianni Droetto.
Fonti:
『1945原爆と中国新聞』(年、中国新聞社)= (La bomba atomica del 1945, The Chugoku Shimbun Journal)
「廣島特報」= (Hiroshima Tokuho - Periodico “Notizie speciali su Hiroshima”
https://www.chugoku-np.co.jp/articles/-/263399
https://www.hiroden.co.jp/company/outline/history03.html
https://washira.jp/onsen/posts/128841
https://www.hiroshimapeacemedia.jp/?p=111341
https://rcc.jp/tram/history/history1.php
https://www.hiroden.co.jp/train/train-list/index.html
https://www.itej.or.jp/cp/wp-content/uploads/katsudou/2020-03.pdf
https://ameblo.jp/miyashima/entry-12757490332.html
http://j-tetsu.net/HP1/chinsya-htm/hiroden_652/hiroden_652.htm
https://www.nishiki-p.co.jp/2014/03/26/tram02-yon/
https://nlab.itmedia.co.jp/nl/articles/2108/05/news136.html
https://nlab.itmedia.co.jp/nl/articles/2208/05/news033.html
https://www.kipio.net/hd-650.html
https://tetsudo-ch.com/12935194.html
https://www.hiroden.co.jp/company/outline/history01.html